“La buona banca” di Fulvia Sisti ripercorre la storia e il pensiero di un grande banchiere

“È possibile la buona banca, la banca dei cittadini? Sì, è possibile, dipende dagli uomini.” Sono parole di Maurizio Mattioli che, nell’ultimo libro della collega Fulvia Sisti La buona banca. La lezione di Raffaele Mattioli (Historica Edizioni),  accompagna i lettori alla riscoperta del pensiero del padre, Raffaele Mattioli, il grande banchiere che salvò dal fallimento la Comit, una delle più importanti banche d’Europa.

Dopo i guasti della finanza derivata e della banca concepita come impresa speculativa, torna di estrema attualità il pensiero di Raffaele Mattioli, secondo il quale la banca deve tornare nelle sue funzioni originarie di raccolta del risparmio e di accesso al credito per singoli individui e famiglie.

Il libro di Fulvia Sisti – per molti anni giornalista Rai e attualmente presidente dell’Associazione “Olindo Malagodi” e componente del Consiglio direttivo dell’Aser – è un viaggio attraverso la complessa alchimia della finanza moderna raccontato con un linguaggio semplice, rivolto non solo agli addetti ai lavori ma a tutti, soprattutto ai giovani. Nel racconto che viene fatto di quel banchiere che Gadda ha definito “despota dei numeri veri, editore dei numeri e pensieri splendidi”, emerge anche la vita privata e il suo impegno culturale ed etico.         

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