Ricordata Graziella Fava a 39 anni dall’attentato all’Asem

Con una breve cerimonia nei giardini a lei intitolati a lato di via Milazzo, l’Aser e l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna hanno ricordato Graziella Fava, la signora di 49 anni rimasta vittima dell’attentato compiuto nella sede del Sindacato dei giornalisti (all’epoca Asem perché comprendeva anche i marchigiani) il 13 marzo 1979. Quel giorno gli uffici di via San Giorgio vennero presi d’assalto da un commando di tre persone, due uomini e una donna, che rinchiusero l’impiegato e la vedova di un giornalista in una stanza e diedero fuoco ai locali mandando in fumo l’archivio. I due sequestrati riuscirono a chiamare aiuto e a essere messi in salvo dai vigili del fuoco. Questi  poi salvarono, facendole uscire attraverso i tetti, l’anziana che viveva al piano di sopra e la figlia. Con loro quella mattina era presente anche Graziella Fava, che accudiva l’ultraottantenne inferma in poltrona. Graziella si prodigò per aiutare le altre due donne a essere messe in salvo, ma rimase vittima del fumo e venne trovata morta nel vano scale soltanto dopo che fu spento l’incendio.

L’attentato venne rivendicato dal sedicente gruppo Gatti Selvaggi, una sigla ritenuta vicina a Prima Linea. Quello stesso giorno diedero fuoco anche alle porte di casa di due giornalisti dell’Avvenire e del Resto del Carlino. Nessuno dei responsabili venne mai rintracciato e l’assassinio di Graziella Fava è rimasto impunito.

Alla cerimonia commemorativa, durante la quale è stata depositata una corona d’alloro nel giardino Fava, erano presenti il figlio della signora Fava, Enrico Baravelli con la figliola Graziella nata nove mesi dopo la morte della nonna, un fratello e una cognata della vittima. C’erano inoltre la presidente dell’Aser Serena Bersani con il vice presidente Giorgio Maria Leone e la consigliera Franca Silvestri, il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna Giovanni Rossi con l’ex presidente Claudio Santini e il presidente del quartiere Porto Saragozza, Lorenzo Cipriani.

Ai famigliari della vittima sono stati donati i volumi curati da Nazario Sauro Onofri in cui si ricostruisce la storia ultracentenaria del Sindacato dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, compreso il drammatico attentato del 1979.

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