Avuta notizia dell’intesa raggiunta per il passaggio di proprietà di Editoriale Nazionale, il Coordinamento dei Comitati di redazione di Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Quotidiano.net ha diffuso una nota, che di seguito pubblichiamo.
Tutela dei posti di lavoro, valorizzazione delle cronache sia nazionali che locali, investimenti nel giornalismo di qualità per rilanciare e tutelare testate storiche che quotidianamente garantiscono informazione in territori importanti come Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria e Lazio. E’ questo che chiedono i giornalisti di Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Quotidiano.net che si sono riuniti ieri sera (22 gennaio 2026) fino a tarda ora in assemblea dopo l’annuncio dell’accordo raggiunto per la vendita della quota di maggioranza di Editoriale Nazionale alla società Lmdv che fa riferimento a Leonardo Maria Del Vecchio. I comitati di redazione hanno riportato alla redazione – oltre 300 colleghi tra articoli 1, 2, 12, 35, 36 e collaboratori – l’esito di un incontro avuto poche ore prima con l’editore Andrea Riffeser Monti, la direttrice Agnese Pini e i manager del Gruppo, dove era stato annunciato l’accoglimento dell’offerta vincolante per entrare in società. I Cdr hanno ribadito all’editore che servono garanzie appunto sulla tutela dei posti di lavori, sulla difesa delle buste paga (anche delle fasce più deboli, come gli articoli 2, 12 e i collaboratori), sul radicamento sul territorio dei giornali – che hanno redazioni in tantissime città -, sul rilancio delle cronache nazionali e dei siti internet che necessitano di investimenti in giornalisti e tecnici. L’assemblea ha salutato con favore il passaggio di proprietà, proprio perché il Gruppo arriva da anni di ridimensionamento delle buste paga (attraverso gli ammortizzatori sociali), delle redazioni (con prepensionamenti e assunzioni non numericamente adeguate), e di riduzione dei compensi dei collaboratori fissi e dei corrispondenti: un mix letale che non ha scalfito la qualità dell’informazione offerta ai lettori solo grazie all’impegno straordinario dei giornalisti. Insomma, da troppo tempo mancano progetti seri e concreti per dare una prospettiva a un Gruppo storico, sia sulla carta sia sul digitale. Per questo motivo, l’assemblea ha ribadito al Comitato di redazione la necessità di essere costantemente informata sulla trattativa, perché i punti da definire sono ancora molti. I Cdr apprezzano le parole di Leonardo Maria Del Vecchio che ha assicurato che ci sarà, una volta ultimati i passaggi formali, un confronto con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso, rispondendo che sono comunque operazioni previste dalla normative e che quello che è mancato negli anni nel Gruppo è stato appunto una discussione costruttiva su come dare nuovo slancio alle testate; purtroppo l’unica parola d’ordine è stata quella dei tagli e dell’arretramento, una politica controproducente che si è sempre riversata negativamente solo sulle redazioni. Ora i Cdr vigileranno sui passaggi di proprietà insieme con gli altri sindacati perché mai come ora è necessario un cambio di passo per dare un futuro al Gruppo e ai giornalisti che ci lavorano.