Se si convoca una conferenza stampa non si può pensare di ridurla a lotteria, un testa o croce nel quale il diritto di cronaca viene affidato al caso anziché essere garantito a tutti i professionisti dell’informazione presenti. Nessun soggetto politico, nessuno staff organizzativo ha la facoltà di decidere con un sorteggio chi tra i giornalisti possa esercitare il proprio lavoro e chi no. Una conferenza stampa non è un gioco a premi: è il luogo in cui chi fa politica si sottopone alle domande di chi ha il compito di informare i cittadini.
A questo si aggiungono i toni aggressivi con i quali alcuni colleghi sono stati zittiti e apostrofati mentre ponevano domande di approfondimento, in un clima di aperta ostilità nei confronti della stampa. L’Associazione Stampa Emilia-Romagna e l’Associazione Stampa Modenese ricordano che la libertà di informazione e il diritto di cronaca sono tutelati dall’articolo 21 della Costituzione e che ogni limitazione arbitraria all’esercizio della professione giornalistica rappresenta un fatto grave, a prescindere da chi la imponga.
Aser e Asm esprimono piena solidarietà ai colleghi coinvolti e chiedono che in futuro vengano garantite condizioni di lavoro rispettose della professione giornalistica in ogni evento pubblico sul territorio modenese.
Nella foto, l’europarlamentare Roberto Vannacci (foto ImagoEconomica/Fnsi)