Sindacato dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna dal 1905

Libri, il disagio giovanile e la rinascita al femminile

Isolamento sociale, abbandono scolastico, autolesionismo, abuso di alcol e droghe, disturbi alimentari, comportamenti asociali e reati. La giornalista Valentina Reggiani ha fatto un viaggio tra le comunità afferenti al Ceis per cercare di far luce sul sempre più dilagante disagio giovanile e analizzarne gli aspetti. Il libro offre decine di testimonianze, molte delle quali al femminile che invitano il lettore a riflettere sulle origini del disagio soprattutto in epoca post covid e su quali possano essere gli strumenti per combattere il fenomeno. Il libro è anche un invito rivolto dai giovani ai giovani affinché non si arrendano e affinché cerchino aiuto tra i professionisti del settore. Nel testo, che vede la prefazione di Padre Giuliano Stenico, Presidente Fondazione CEIS ETS, sono presenti anche approfondimenti e analisi sul fenomeno del dirigente della squadra mobile Mario Paternoster e della professoressa Susanna Pietralunga, docente di Criminologia all’Università di Modena e Reggio e direttore del Centro di ricerca criminologica sul disagio giovanile.

L’escalation di crimini commessi da minori, le scene di violenza che vedono teatro le scuole, con fatti anche gravissimi e di difficile ‘premonizione’. I trasferimenti in ‘blocchi’ di minori, spesso di origine straniera, all’interno delle comunità ma anche l’arrivo, in altrettante e differenti comunità terapeutiche di ragazzine sempre più fragili, schiacciate da sofferenze interiori che le inducono a chiudersi in se stesse, ad autolesionarsi, a privarsi di cibo o a imbottirsi di droghe e alcol. La solitudine emotiva generata dal lockdown e la richiesta disperata di amore e attenzioni che passa

troppo spesso attraverso gesti estremi, quasi letali e che corre quotidianamente sui social con pestaggi in diretta o azioni pericolosissime tra minori e contro minori. Tutto ciò che accade nel panorama delle nuove generazioni induce ad una riflessione comunitaria, nazionale, mondiale. Dalla necessità di capire da dove nasce tutta questa sofferenza e dolore è partito il mio viaggio all’interno delle comunità afferenti al CEIS: luoghi protetti in cui le ragazze ma anche i ragazzi cercano la strada per ritrovare sé stesse e se stessi. Scrivo pagine intrise di dolore che vede protagonisti giovanissimi, poco più che bambini: ho voluto incontrare alcuni di loro per cercare di comprendere cosa abbia prodotto nel tempo questo buco nero che li sta inghiottendo. Ho scelto il CEIS come guida proprio per la multidisciplinarietà che la contraddistingue relativamente agli interventi proposti e alla professionalità ed esperienza dei suoi educatori sul territorio. Uno sguardo al modenese che temo rappresenti il quadro di tutto ciò che oggi raffigura le nuove generazioni e, di conseguenza, le devianze.

L’autrice Valentina Reggiani nasce a Modena nel 1981. Giornalista professionista dal 2007, ha lavorato per alcune testate locali, conducendo telegiornali e trasmissioni e redigendo articoli con un focus particolare su temi legati a cronaca nera, giudiziaria e sociale. Dal 2013 è redattrice esperta in cronaca nera e giudiziaria a ‘Il Resto del Carlino’. Precedenti pubblicazioni: Dentro di me, storie di Dolore e Rinascita Incontri Editrice, Figlio di Nessuno Incontri Editrice, Il Labirinto, metafora di vita Giovanelli Edizioni.

Illustrazione di copertina a cura di Giuseppe Simone, pittore autodidatta messinese che arriva a Modena nel 1996. La sua arte parla di emozioni, amaricercare e raffigurare l’armonia fra uomo e natura ma anche ‘tradurre’ su tela storie di vita. L’opera in copertina è un inno alla resilienza e alla rinascita. Il tunnel rappresenta il peso delle difficoltà passate, un luogo d’ombra che viene finalmente abbandonato per andare incontro alla luminosità del futuro.

Le ragazze, unite in un cerchio di solidarietà, avanzano mano nella mano: non sono più sole nel loro dolore, ma forti della loro unione. Il contrasto tra l’oscurità delle pareti e i colori vivaci del paesaggio lontano sottolinea il desiderio di vita e di libertà. Quel frammento di natura in fondo al tunnel non è solo un panorama, ma la promessa di un nuovo inizio che le attira a sé, celebrato da braccia tese verso il cielo in un gesto di pura speranza.

Facebook
Email
X