La Procura della Repubblica di Vicenza, infatti, in un comunicato diffuso oggi 29 luglio 2026, ha reso noto che Adriano Cappellari, 20 anni, collaboratore di varie testate giornalistiche non ancora iscritto all’Albo dei giornalisti, si sarebbe inventato tutto.
Le buste con le minacce anche alla premier Meloni e a don Patriciello, il prete coraggio di Caivano rinvenute nella cassetta delle lettere di casa e l’attentato incendiario nella notte del 30 maggio scorso all’ingresso dell’abitazione avrebbero un unico autore: Cappellari stesso.
Episodi che avevano scosso l’opinione pubblica e procurato a Cappellari numerosi attestati di solidarietà erano a partire da quelli della premier Meloni, del ministro Piantedosi, e del mondo del giornalismo comprese quelle della Fnsi, del Sindacato Veneto e dell’Aser.
Le prove raccolte a carico di Cappellari risulterebbero molto pesanti, facendo emergere un profilo del mitomane e per di più pericoloso: la deflagrazione delle bombole di gas poste davanti al cancello della sua residenza provocarono una violenta fiammata che danneggiò l’entrata del portoncino dello stabile attiguo terrorizzando gli inquilini.
A Cappellari era stata assegnata la scorta: di qui la contestazione anche della truffa.
“La presunzione d’innocenza non si nega a nessuno – sottolinea il Sindacato veneto dei giornalisti-: Cappellari avrà modo di difendersi”.
Nella foto, Adriano Cappellari