«Proprio mentre la Fieg chiede al governo “ulteriori risorse a sostegno dell’informazione professionale e di qualità” e per “garantire la tenuta occupazionale delle aziende, il pluralismo dell’informazione e la transizione digitale di un comparto strategico per l’intero Paese”, i titoli dei quotidiani raccontano una realtà diversa». Lo si legge in un comunicato stampa diffuso dalla Fnsi venerdì 31 luglio 2026.
La nota prosegue: «Sono evidentemente dati di bilancio positivi di cui la Fnsi si rallegra. Ma sono anche dati che dimostrano come sia strumentale la posizione della Fieg al tavolo per il rinnovo del contratto scaduto nel 2016 (anche se in prorogatio) o la totale chiusura al tavolo dell’Equo compenso. Solo negli ultimi anni i giornalisti dipendenti hanno subito una grave erosione (20%) del proprio reddito dovuto all’inflazione, mentre i compensi dei collaboratori e delle partite Iva non sono tali da assicurare un’esistenza dignitosa».
Per Fnsi, conclude la nota, «gli aiuti all’editoria devono sostenere il prodotto, l’informazione professionale, l’indipendenza del giornalismo e il rinnovo tempestivo dei contratti e non finire a ingrossare gli utili delle aziende editoriali». (anc)