Sindacato dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna dal 1905

Sciopero delle firme alla Tgr Emilia Romagna a difesa della qualità del servizio, la solidarietà del direttivo Aser

Protesta per la qualità dell’informazione oggi alla Tgr dell’Emilia-Romagna. I telegiornali e i giornali radio sono andati in onda senza le firme delle giornaliste e dei giornalisti che protestano nei confronti dell’azienda e della direzione di testata. “Da mesi, infatti – è stato letto in coda a ogni edizione – lavoriamo in carenza di organico rispetto alla quota fissata dagli accordi sindacali firmati dalla Rai con Usigrai”.

“Inoltre – lamenta il Cdr – la direzione di testata ha assegnato ad altro incarico uno dei componenti della redazione e l’azienda rifiuta sul tema ogni confronto sindacale.
La protesta di oggi è per difendere la qualità dell’informazione che offriamo alle cittadine e ai cittadini della nostra regione”.

Il direttivo Aser,  preoccupato per la situazione ha espresso massima vicinanza e  piena solidarietà alle colleghe e ai colleghi della Tgr Emilia-Romagna, auspicando che l’azienda risolva al più presto la difficile situazione dell’organico.

Sulla questione è intervenuto anche il coordinamento dei Cdr Usigrai delle Tgr. “Oltre ai vuoti negli organici che praticamente tutte le redazioni della Tgr da mesi, se non anni, devono sopportare, vista la lentezza con cui stanno procedendo le chiamate dei vincitori della selezione interna – si legge nella nota – la Tgr Emilia-Romagna da più di un anno deve fare i conti con un’ulteriore carenza: un collega assegnato alla cura di una rubrica nazionale (e che quindi non può fornire alcun contributo) viene fittiziamente conteggiato dall’azienda in forza effettiva alla redazione. Un trucco contabile per nascondere questa carenza di organico (in tutto la redazione è -4 rispetto alla quota fissata dagli accordi Rai-Usigrai) e per risparmiare un’assunzione”.
“In questi mesi – prosegue la nota del coordinamento dei Cdr – l’azienda ha eretto un muro e non ha voluto nemmeno discuterne col sindacato. Per questo, dopo un lungo stato di agitazione – e dopo essersi sobbarcati per mesi gli ulteriori carichi di lavoro derivanti da questa situazione – oggi le giornaliste e i giornalisti della sede di Bologna ritirano le firme in segno di protesta e leggono un comunicato sindacale ai telespettatori. Prendiamo atto dalla replica del direttore della Tgr che recita “il giornalista continua a operare nell’ambito dell’attività editoriale della stessa redazione e della stessa testata” che quindi condivide la linea aziendale che nega l’esistenza di fatto di questo vuoto di organico”.

Nella foto, la sede Rai di Bologna

 

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